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23 Giugno 1999

 

CULTURA

 

pag. 44

 

Lo Zen e la motocicletta

Così Pirsig aggiorna il romanzo

di Pico Floridi

 

ZMM o ZAMM: l' acronimo del titolo è sufficiente agli iniziati per parlare de Lo Zen e l' arte della manutenzione della motocicletta, il libro che dal 1974 è diventato oggetto di culto per milioni di ragazzi e di adulti.

Sono passati venticinque anni e il suo editore americano, William Morrow, ne pubblica una nuova edizione che contiene la postfazione dell' autore, Robert M. Pirsig, scritta per il decimo anniversario, una sua nuova introduzione e le sue lettere con l' editore. In questo piccolo carteggio si riscopre la storia del libro, che fu tortuosa. Morrow fu l' unico a capirne il potenziale valore. Il manoscritto era stato infatti rifiutato da ben 121 editori prima di lui. Pirsig si vide offrire un anticipo di 3.000 dollari e la quasi certezza che quello sarebbe stato "il primo e l' ultimo pagamento".

Da allora egli ha scritto un solo altro libro, Lila, indagine sulla morale (1991),  che è il seguito del primo. "Basta, basta. Credo non sia bene scrivere quando non si ha nessuna urgenza di dire qualcosa", afferma l' autore, che ha pure smesso di andare in motocicletta, per consolidare - dichiara - il beneficio di non aver mai avuto incidenti. La sua vita è però cambiata il 17 novembre del 1979, quando suo figlio Chris è stato assassinato. Il figlio che viaggia con lui nel suo capolavoro, scoprendo l' avventura e la metafisica della Qualità, è stato accoltellato a morte da due scippatori, a San Francisco. "Io continuo a vivere, più che altro per la forza dell' abitudine" ha scritto Pirsig.

Nato nel 1928 egli è stato e rimane un personaggio silenzioso. "Mi considero più una persona Zen che uno scrittore, e uno degli aspetti più ammirevoli dello Zen è che incoraggia il silenzio". Dei suoi lettori odierni, che sono di una nuova generazione, dice che vivono in un mondo più tranquillo. "Tutte le civiltà attraversano periodi di insicurezza e altri di stabilità e di certezze. Questo è un periodo bello per i bambini e pessimo per i rivoluzionari". Forse rimpiange i suoi lettori hippy, quelli che trovarono nella sua bibbia un' alternativa alla ricerca del successo materiale e quelli che si identificarono con una ricerca filosofica capace di coniugare la tecnologia occidentale con la pace interiore orientale - e questo senza parlare né di Zen, né di motociclette.

Si ringrazia la redazione del quotidiano La Repubblica per avere cortesemente concesso questo articolo.